2012/2013 News Serie A1 — 18 gennaio 2013

Massimo Stevanoni ha raggiunto i 100 gol con la maglia dei Diavoli, grazie alla doppietta messa a segno sabato scorso nella gara contro Padova, terminata per 6-4 a favore dei vicentini.
Una bellissima vittoria, coronata da questo importante traguardo, che conferma la qualità, l’impegno, la passione e la professionalità di un giocatore che fa parte della storia della squadra vicentina.

Stevanoni, classe 1980, è arrivato la prima volta a Vicenza nella stagione 96/97 con la Polisportiva Ghiaccio Vicenza, poi ha intrapreso un’importante carriera nell’hockey ghiaccio ed è tornato ad indossare la maglia dei Diavoli nel 2004/2005, primo anno in A1 per i vicentini, e per alcune stagioni ha dato il suo contributo alla squadra solo nella fase dei play off, essendo ancora impegnato sul ghiaccio. Dal 2007/2008, lasciato l’hockey professionistico e acquisita la laurea in Economia e Commercio, si è dedicato completamente all’in line, diventando a tutti gli effetti un cardine della squadra berica, di cui è stato capitano per quattro anni, e uomo-squadra per lo spogliatoio.
Tranne una parentesi ad Arezzo nel 2010/2011, il suo nome, e possiamo dire senza presunzione, anche il suo cuore, sono sempre stati legati ai colori biancorossi. Decisivo in molte partite, ha formato una binomio vincente in attacco accanto a Luca Roffo, con il quale ha sempre messo a segno numerosi gol, ma ha sempre saputo dare il suo supporto anche in difesa e in copertura quando necessario. Le ultime due reti hanno contribuito alla vittoria contro i Ghosts la scorsa settimana, tre punti pesantissimi per la squadra.

“E’ una bella soddisfazione, anche se puramente statistica – ha affermato l’attaccante di Bosco Chiesanuova – E’ un obiettivo che certifica la mia carta d’identità come Diavolo. Tra l’altro è un bel risultato arrivato forse un po’ a sorpresa in una serata positiva, con una bella vittoria di squadra. Mi fa molto piacere personalmente, ma l’hockey è uno sport di squadra ed io non sono individualista, la cosa che mi preme maggiormente ora è riuscire a portare a casa un successo, un titolo con questa maglia. Ho avuto una carriera fortunata nell’hockey, invece mi manca l’obiettivo di squadra nel roller. Dedico questo mio risultato al mio piccolo, Pietro, nato ad il 12 ottobre scorso”.

 

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